07 dic

La dedica della tesi di Laurea

Scritto da 5 commenti

E’ fatta! Ho consegnato alle stampe la mia tesi, con la certezza che diventerà la più grande innovazione scientifica del pianeta. Mentre aspetto il Nobel, ho convissuto con un brutto dilemma, che mi ha assalito verso le 00.30 e mi ha tenuto compagna fino alle 02.40 di stanotte.

A chi dedicare la mia tesi?

Da qui la seconda domanda:

Com’è fatta la dedica di una tesi?

E’ ovvio che non sta scritto da nessuna parte, come dedicare una tesi; eppure volevo capire un po’ l’andazzo, cioè “statisticamente” cosa hanno scritto altri prima di me. Le tesi che hanno sopravvissuto alla prova dei dieci minuti sono state:

  1. si dedica la tesi alla persona che t’è stata più vicina durante tutta la stesura della tesi, o il periodo di laurea
  2. si cita una frase che c’è piaciuta (della serie, le frasi che stanno su msn :-p), dedicandola a qualcuno

Diciamo subito che tra le due, io che sono un sentimentalista scelgo la prima filosofia.
Ovviamente faccio le mie modifiche alla filosofia e la rendo personale. Così tra 8.000.000 di persone che potevano essere “dedicabili”… ho scelto la più ovvia: Zia Luisella.

Questo post inevitabilmente sfocia nel personale, non posso farci niente, perché è una cosa di cui sono davvero felice quindi lasciatemi sfogare. Mia Zia Luisella ha sempre pregato per me prima di ogni esame: io non scendevo mai di casa senza averla prima avvisata che avrei fatto un esame, e lei mi assicurava che faceva 3 rosari a tre santi che manco ricordo più chi erano (e l’ho sentita un’infinità di volte, sta sequenza di santi). Se sbagliava una parola, era 28. Se ne sbagliava due, 27.. e così via. Fortunatamente, dopo una vita di rosari, era difficile che sbagliasse, così mi sono ritrovato con un bel po’ di trenta – e da quando sta in cielo, anche con qualch trenta & lode!.

Il mio stupidissimo rito scaramantico di dirle dell’esame mi ha sempre fatto sentire protetto: so quanto ci teneva che studiassi, quindi eccoti la dedica, spero che ti piaccia.

Ma ci sono anche altre persone nel mio cuore in questo periodo…

Crazyunisa

Il Crazyunisa mi è sempre stato vicino, non solo a chiacchiere ma anche come aiuto vero e tangibile. Ieri notte Enrico, alle 1.30 e anche mezzo ubriaco, mi ha spedito il suo frontespizio dato che io non avevo minimamente idea di come dovessi farlo. Mario e Rapha mi hanno dato due-tre dritte su pratiche burocratiche (le nuove “Guide dello Studente”! E che guide! brr) , e certe volte mi ricordavano le cose dato che sono un eterno smemorato. Il CUT è fatto da una ventina di persone e una buona parte di loro (quelli che frequentano l’uni costantemente) mi hanno proprio aiutato. Roby a mensa, Diodo a zonzo, Alisà e Luca che scendono prima da Vienna per me, Ntonio con le battutacce, Livio con i caffè, e anche tutti gli altri, che via web e non si sono fatti sentire. Siamo una bella squadra! Ci si aiuta davvero. Siamo pazzi.

World Poker Tour – sez. Castel San Giorgio

I ragazzi di Lanzara hanno seguito linee di condotta diverse, ma comunque apprezzate tutte. Alessio ad esempio mi ha letteralmente tartassato sia perchè aveva voglia di parlare, sia perchè mi vedeva scoppiato e ogni tanto mi voleva far prendere aria. Mi ha pure ospitato nello studio, il capitolo 1 l’ho scritto lì. Ero tentato di dedicargliela la tesi, ma ze Luisè ha un certo vantaggio… lo so che non se la prende!! lo cito quì perchè lo voglio bene tantissimo.
Biagio e Peppe studiano fuori, e hanno fatto di tutto per trovarsi qui il giorno della mia laurea. Peppe non ce la fa, ma ci ha provato fino all’ultimo a scendere: ha un esamino. Entrambi, via web mi hanno _assalito_ con i loro “we! a che punt stai?” e io che ero impapocchiato in carte e correzioni, con gli occhi gonfi.. che potevo rispondergli?! (a voi forse sembravano pochi… io per lo stress mi sentivo proprio oppresso!!).
Vincenzo ha avuto un esame anche lui, quindi è stato poco presente, (lui potrebbe dire lo stesso di me!), per fortuna gli è andato bene, e da quando si è liberato si è sempre fatto sentire per uscire, caffè, giri, servizi, etc etc.
Un sentito grazie anche a voi.. amici veri e spontanei, da una vita, che fortuna avervi vicino (e anche lontano haha).

La mia famiglia

Qualcuno in famiglia mia è egoista, quindi se dicevo che dovevo studiare rompevano le scatole ogni trenta secondi entrando in camera mia per qualsiasi cosa. Glielo perdono, immagino che anche io sono un rompicoglioni. In questi giorni a mio padre s’è rotta la macchina, e s’è preso la mia. Per poi scoprire che era rotta anche la mia (quanto ne capisco di motori, eh?). Cosa si decide di fare? Lasciano l’unica macchina (di mamma) a me, che ne ho più bisogno; loro sopravvivono con quella degli zii. Per non parlare di quando mamma scatta al comando “mamma ho fame e devo scrivere ancora tanto!” Grandi genitori!

L’open source

Per la mia tesi ho usato solo strumenti open source. La tesi è stata scritta in Latex, un linguaggio adatto a tesi di carattere scientifico; come sistema operativo Linux, che gira sia sul pc di casa che sul portatile stravecchio e scassato; come editor ho usato Kile, per i disegni vettoriali ho usato InkScape, per la musica c’è Rhythmbox, ma anche LastFM e Virgin Radio Classics; per navigare in internet c’è Firefox (per trovare le “chicche” su latex…). In effetti, latex è uno strumento davvero sensazionale: scrive documenti eccelsi con una tipografica. Provo un brivido se penso che Windows, per una cosa di davvero importante (non giocare, non cazzeggiare, ma _lavorare_), non l’ho proprio usato..

Conclusioni

è stata dura, e non è nemmeno finita: ora devo preparare la presentazione, comprarmi il vestito, sperando che sia tutto perfetto. Meglio di un matrimonio!

Ho scritto pure questo

  1. raphè
    7 dicembre 2007 a 20:02 | #1

    azz! ma quindi fammi capire: a noi è stato dedicato solo una tesi web-based o abbiamo un posto anche nel cartaceo?

    comunque si vede lontano un miglio che siamo un gruppo di informatici incalliti…cioè pure la dedica sul web! e che cacchio! :)

    poi rispondo alla domanda iniziale…anche se credo che ora non serva più:
    personalmente io ho inserito sia la dedica che la “citazione”. La dedica è, come hai detto tu, il voler dire a qualcuno in particolare che il lavoraccio della tua vita lo hai fatto pensando a lei. questa concettualmente andrebbe alla fine perché esprime proprio il fatto che il momento è passato. la citazione invece l’ho messa all’inizio e in un certo senso, l’ho interpretata come qualcosa che mi rappresenta e colla quale voglio riassumermi.

  2. deepred
    7 dicembre 2007 a 20:41 | #2

    Dedicato alla libertà con citazione (IO)
    Dedicato all’open source con citazione (ENRICO)

    In ogni caso non confondere dedica e ringraziamenti: le persone che ti sono state accanto nel tuo cammino verso la laurea e durante la fase di tesi sono meritevoli di ringraziamento.
    Un altra cosa è la dedica: io concepisco la dedica, come dice anche raf, come un elemento che ti rappresenta, un significato che hai dato alla tua opera e anche, perché no, alla tua vita fino ad’ora.
    E proprio per questo che ogni scelta sia fondamentalmente corretta, personale e non giudicabile da alcun altro.

  3. 7 dicembre 2007 a 21:00 | #3

    no, nel cartaceo c’è solo zia Luisella. Non potevo mettere i vivi con gli… “speciali”. Ma la gente a cui volevo dire un grazie era davvero troppa, quale mezzo migliore del particolare nascosto?

  4. 13 dicembre 2007 a 3:14 | #4

    amico ti voglio bene….al prossimo caffè…

  5. 18 dicembre 2007 a 9:39 | #5

    eeheh la mia frase era:
    “Ma Flanders, hai sessant’anni e non hai vissuto un solo giorno?” H.J.Simpson

    http://www.motumboe.net/index.php?module=Static_Docs&func=view&f=htmltesi/node1.html

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