scriviamo in questo spazio telematico un problema classico della vita quotidiana, usufruendo di mezzi scientifici e complicati per tentare di giungere alla soluzione più semplice possibile.
Ho stampato le foto della mia festa di laurea grazie alla mia bellissima nuovissima stampante Sony DPP-FP50. Ne ho altre mille da stampare, compreso Sevilla 2 e scout varie. Il problema è che una foto stampata non serve a nulla se non è ben azzeccata al muro! Prima di partire per la Spagna, avevo un miliardo di foto (chi se le ricorda? solo i più veterani delle mie amicizie..). Le attaccai brutalmente con nastro biadesivo, o nella migliore delle ipotesi con blutac. Risultato?
“L’amore cambia, quando sorge nell’amato il cambiamento.”
Disse Elisabetta I (Regina d’Inghilterra per mezzo secolo) al duca di Essex, ragazzo molto più giovane di lei con la quale aveva condiviso un amore. Purtroppo il duca aveva un atteggiamento troppo saccente e spregiudicato. Qualche volta scavalcava la regina e si permetteva troppe iniziative personali. Così la regina decide di inviarlo in Irlanda per “convertirla” –> impiccagioni, guerre, incendi, devastazioni etc. E nonostante gli avesse dato chiaro ordine di non tornare indietro, Questo torna nel cuore nella notte ed irrompe nella stanza della regina per chiederle di poter tornare a Londra.
quante deroghe al patto “hasta luego vida privada”… ma quando ci vuole ci vuole. Devo sfogare.
Ormai sono giorni che sono _teso_. Sono continuamente sotto pressione, ogni minuto controllo che ho tutto in regola, carte, documenti, invio e-mail anche inutili al professore e alla segreteria, ed immagino tutte le ipotesi più assurde sui prossimi giorni.
“E meno male che è una triennale!”, ripetono in tanti.. eppure per me – per la mia famiglia, per quanti mi stanno accanto, – questa laurea sta assumendo dei contorni epici. Come se tutti fossero orgogliosi, un’altra festa, un’altro santo!, poi passata questa non cambierà molto visto che dovrò tornare tra i banchi ad esercitare il mio diritto di … studiare.
Questo vuol dire che potete andare sul sito www.gravatar.com, registrarvi con una mail che usate davvero, caricare una foto… e per tutti i siti di wordpress che sono abilitati ai gravatar, comparirà la foto che avete caricato. L’importante, è che quando si commenta venga inserito l’indirizzo e-mail con il quale vi siete registrati. La foto è piccolina, quindi non preoccupatevi se non siete venuti bene.
Se vi registrate, il particolare nascosto diventerà un po’ più colorato.
E’ fatta! Ho consegnato alle stampe la mia tesi, con la certezza che diventerà la più grande innovazione scientifica del pianeta. Mentre aspetto il Nobel, ho convissuto con un brutto dilemma, che mi ha assalito verso le 00.30 e mi ha tenuto compagna fino alle 02.40 di stanotte.
A chi dedicare la mia tesi?
Da qui la seconda domanda:
Com’è fatta la dedica di una tesi?
E’ ovvio che non sta scritto da nessuna parte, come dedicare una tesi; eppure volevo capire un po’ l’andazzo, cioè “statisticamente” cosa hanno scritto altri prima di me. Le tesi che hanno sopravvissuto alla prova dei dieci minuti sono state:
si dedica la tesi alla persona che t’è stata più vicina durante tutta la stesura della tesi, o il periodo di laurea
si cita una frase che c’è piaciuta (della serie, le frasi che stanno su msn :-p), dedicandola a qualcuno
e’ legale, maturo, intelligente, stupido, idiota, furbo, psicopatico, utile spacciarsi per qualcun’altro su msn per vedere cosa risponde?
Fatemelo sapere. Sembra che io sia l’unica persona sulla faccia della terra a non avere ancora usato trucchetti del genere… EPPURE SGAMO SEMPRE CHI CERCA DI FREGARMI. (usa il box a sinistra e cerca il mio contatto msn… non troverai nulla, vero? è stato il primo controllo che ho fatto. Da quel momento in poi, indovina chi ha recitato e chi ha abboccato).
Tagliare – per sempre – col passato equivale, quindi, a rompere il circolo perpetuo che vizia il destino dell’uomo; rompere il cerchio dell’”eterno ritorno” significa,quindi, guadagnarsi la via di accesso ad un nuovo tempo rettilineo, proiettato verso l’infinito e infinitamente diverso da sé. Eliminare l’ombra di pietra che l’uomo si trascina appresso dai tempi di Socrate equivale, quindi, ad una redenzione esistenziale che non può che trovare nel “Superuomo” e nella “Volontà di Potenza” la sua risoluzione totalizzante e totalitaria. Risoluzione che vede solo negli eletti del futuro, nelle nuove generazioni liberate dai profeti di oggi e di domani, svincolate dalla tradizione e dal passato, la possibilità di salvezza per il genere umano.
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