manco un mese.
Non posso farci niente, i miei pensieri tornano ad un anno fa. Oggi sarebbe 1 anno e 1 mese che conosco una ragazza speciale; Lei sarebbe partita per l’Italia ieri. Ricordo gli ultimi giorni: prima della finale dei mondiali lei parte per Malaga, teoricamente non sarebbe dovuta tornare, poi invece durante la partita me la vedo piombare addosso, vediamo la finale insieme, vinciamo, ci tuffiamo nella fontana, ci bagnamo fino alle mutande e ci facciamo un vero schifo, poi torniamo a casa e ci cambiamo e decidiamo di rivederci in Alfalfa, una piazzetta di Siviglia, famosa per l’alcool.
Lì incontro Daniele l’architetto che mi dà una chitarra in mano e si inizia a concertare; mentre sto suonando arriva la solita mia ragazza speciale che per un po’ si mette a scemiare insieme a tutti gli altri. Poi, presa da una stranissima crisi di gelosia, si alza e se ne va. Io, a metà tra il “ma questa si incazza sempre per niente” e “non possiamo litigare prima che parte!” anche se in verità avevamo litigato delicatamente _ogni santo giorno_, lascio la chitarra e la raggiungo. Ci sediamo su un marciapiede di Sevilla, davanti a noi c’era la plaza Nueva se non mi sbaglio, comunque era il marciapiede più scomodo di Sevilla. Riusciamo a fare pace. Poi decidiamo di andare alla cattedrale, per vederla l’ultima volta. Poi andiamo a casa.. dormiamo e il mattino vado a comprare tutti i giornali che contengono la vittoria dell’italia, credo di averci speso 15 €, e tornato a casa ho regalato giornali a tutti, che bravo zio che sono!. La giornata passa con loro che fanno le valigie, e la sera tutti a cena alla cigala de oro, l’unico locale dove ho mangiato pesce con gioia. Mangiamo e mangiamo, anche se un’altro membro dello staff calabrese compie l’errore di invitare qualcuno di troppo :p , ed io devo sentirmi le prediche. Poi di nuovo a casa, fino a notte fonda, anzi cosa dico, non si dorme quella notte, si cretineggia fino alla fine, fino alle 7 del mattino, ora che le portiamo all’aereoporto. Loro partono. Io piango, e credo che da allora non ho mai più pianto così di gusto. Nessuno, stranamente, vede che piango. Strano, ho pianto nell’ascensore insieme a loro. Beh, io piango, perchè quella stronza per farsi ricordare mi scrive una lettera e mi regala un portachiavi. E io piango. Ma le voglio bene.
E così si torna a casa, e si fa colazione con il vino. Chiara viene a dormire da me, era rimasta per un giorno senza tetto, ma mi-casa-es-tu-casa. Poi se ne va e anche lei mi lascia una lettera. Così, passa un giorno e tutti a Siviglia sembriamo dei morti. non mi ricordo cosa abbiamo fatto quel giorno; forse io avrò scritto una di quelle migliaia di mail che le scrivevo sempre. Mi scaricava la tensione, scriverle. poterle dire un sacco di cose che purtroppo, in un mese, non ne ho avuto il tempo.
E così due giorni dopo vado a farmi il famigerato piercing. Perchè me lo sono fatto?, mi chiedono tutti. Come glielo spiego questo mese, cazzo. Lei, il mondiale, le freccette, il caldo, la giralda. Un tatuaggio sarebbe dovuto essere troppo grande per contenere tutto… Un piercing è l’equivalente economico e funzionale, perchè io non dimentico, no, non dimentico tutto quello che è successo in quei giorni. Il piercing è bello, mi piace, avevo una paura ma alla fine non mi ha mai fatto male, ma non serve a ricordarmi nulla. Non è un simbolo “valido”, ma dovevo pur fare una cosa senza senso per chiudere in bellezza.
Tutto iniziò il 12 giugno durante la partita Italia Ghana, e finì l’11 luglio mattina.
Manco un mese.

…è bello quello che hai scritto. E’ vero. E’ difficile da capire perchè sia stato TUTTO così speciale, ma è vero.
” Bisognerebbe essere stati lì,allora. Lì, in quel momento. Lì. Per capire. Qualcosa di tutto quel tutto.”
Un’ultima cosa… credo che quella ragazza, forse non così speciale, e forse anche un po’ stronza, ti voglia bene.
i ricordi sono belli e ognuno lì costudisce dentro di se…però io so che il passato è passato e si deve andare avanti…