La strana storia positiva di un amicizia
Nei lunghi meandri della mia vita ho un sacco di amici. Anzi, come ripeto sempre, ho 5 amici fonddamentali, che messi insieme ne fanno uno serio, duro e puro. E’ come non avessero vita singola, per me è come se si muovessero sempre come un’entità di cinque teste che ne formano una…
di questi 5, il più assurdo è Alessio. Oggi voglio dedicarli 10 minuti di gloria, e racconterò questo fatto che ho realizzato alcuni giorni fa.
Insomma, Alessio lo conosco da una vita, almeno 20 anni dei miei 22, dato che le nostre madri sono colleghe. Io ad Alessio direi tutto, ma non ascolterei tutto quello che mi direbbe – se no gli devo mettere le mani addosso.
vi faccio un esempio, così è più chiaro. Mettiamo che, a puro titolo di esempio eh, io incontro Alessio e gli dico che ho conosciuto qualcuno, o che sono andato da qualche parte, ecco che a un certo punto inizia:
- Chi è quella?
- un’amica.
- t’à kiavat? (te la sei data?)
- (la stessa risposta almeno da 10 anni a questa parte) No Alè, lo sai che io non frequento una persona per farci sesso quanto per avere un’amicizia blablaBLABLABLA (etc etc)
- …………nun t’à kiavat.
Sappiate che, nonostante ormai quella domanda me l’aspetto sempre, ancora non ho trovato una risposta adeguata. Beh… nonostante tutto gli voglio un gran bene, ed è un buon amico a modo suo.
AGGIORNAMENTO: “a modo suo” significa solo che ognuno esprime l’amicizia con i mezzi di cui dispone; lui mi è sempre vicino, e pure se qualche volta ho l’impressione che parliamo 2 lingue diverse (ma non troppo) alla fine restiamo sempre vicini.
