Jhon Fante – Chiedi alla Polvere
Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo: così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.
Così inizia il libro di Jhon Fante, “Chiedi alla polvere”. L’ho comprato qualche giorno fa a Salerno, un pomeriggio che avevo sklerato con lo studio e sono andato insieme a Raffaele ed Enrico sul corso per farci un giro. Sinceramente, sono un totale inesperto di letteratura. Il massimo che so dire è “questo mi piace”, “questo no”. Quindi per me comprare un libro non è come comprare un disco, dove ho una discreta cultura e posso comprare anche senza aver mai ascoltato nulla di un gruppo, dato che so per grandi linee che musica fanno. Ma questa è un’altra storia.
Così, ho comprato questo libro su consiglio di un’altro libro. La copertina citava, scritto in bella vista, “con introduzione di Alessandro Baricco”. Vi devo dire la verità, questo nome per me è come il bollino sulle banane, come lo zucchero che aggiusta anche il peggior caffè, come un casco integrale per andare in bici: mi fido, mi piace come/cosa scrive, e credo che alla fine la mia direzione sia quella.Tra l’altro ne vado anche orgoglioso perchè sono convinto che tra qualche decennio Baricco comparirà nei libri di scuola, wow.
Ma cavolo, vogliamo parlare del libro? Ecco, è la storia di un personaggio, Arturo Bandini, chee però si potrebbe idealmente suddividere in 3 sottostorie: un ventenne che sogna di diventare uno scrittore e alla fine ci riesce, un ventenne cattolico cerca di vivere nonostante il fatto di essere cattolico, un ventenne italoamericano si innamora di una ragazza ispano-americana e ne succedono di tutti i colori.Tutto questo ambientato in California, tra gente che corre, si spreme, respira e mangia polvere e sole.
Lo stile è simpatico, a me è piaciuto molto, divertente ed ironico a tratti, realistico e tragico in altri punti, non complicatissimo, sempre diretto ed immediato, e poi traspare quell’aura di sincerità che trasforma il personaggio nella persona più reale di tante altre persone che sono vive ma sono false.
Vabbè, mi è piaciuto! E ora a voi: volete consigliarmi qualche altro libro, sulla falsa riga di quello che vi ho scritto? Sfogatevi!
