La mitica lettera alla malafemmena

T = Toto’ P = Peppino

T Signorina ! Signorina !
P Dove sta ?
T Chi e’ ?
P La signorina.
T Quale signorina ?
P Hai detto : “Signorina !”
T E’ entrata una signorina ?
P E che ne so ?
T Signori…
P (voltandosi verso la porta della stanza) Avanti !
T Animale ! “Signorina”, e’ l’intestazione autonoma della lettera ! Signorina, veniamo noi con questa mia addirvi, veniamo noi con questa mia addirvi, una parola, addirvi, che scusate se sono poche ma settecentomila lire; noi ci fanno specie che questanno, una parola, questanno, c’e’ stato una grande moria delle vacche come voi ben sapete . : ma si’ fai vedere che abbondiamo … adbondandis adbondandum Questa moneta servono a che voi vi consoliate dal dispiacere che avreta che avreta, …. avreta, eh gia’, e’ femminile, perche’
P non so
T che e’ “non so” ?
P perche’ che cosa ?
T perche’ che ? ah! Perche’ qua, “dal dispiacere che avrete perche'” perche’ … e’ aggettivo qualificativo, no ? perche’ dovete lasciare nostro nipote, che gli zii, che siamo noi medesimo di persona, vi mandano questo perche’ il giovanotto e’ studente che studia, che si deve prendere una Laura che deve tenere la testa al solito posto cioe’ sul collo . ; . ;
P Troppa roba ….
T Ma si’ lascia fare, che poi dicono che siamo provinciali, siamo tirati… Salutandovi indistintamente i fratelli Caponi che siamo noi … apri una parente ….che siamo noi, i fratelli Caponi … hai aperto la parente ? Chiudila
P Ecco fatto !
T Vuoi aggiungere qualcosa ?
P Mah, “senza nulla a pretendere”, non c’e’ bisogno ?
T In data odierna.

Nostalgia.

Ok, qualcuno me l’aveva fatto capire che prima o poi sarebbe toccato anche a me.

Saranno passati 10 giorni forse da quando l’ultima persona mi ha detto “ho nostalgia di Siviglia, delle sue strade, delle sue piazze…”

Così ora me lo sento dentro. Coraggio ragazzi, un po’ tutti sapete dove vivo.Cerco di migliorare il mio posto migliorando me stesso, facendo cose nuove, mettendomi sempre in discussione. Ma a un certo punto, anche l’ambiente ti contagia; I peggiori luoghi di Siviglia erano ben nascosti, e anche il peggior vicolo con la puzza di urina aveva quei mille anni di storia dietro che lo rendevano un po’ magico.

Alfalfa poi.. il luogo che mi è piaciuto di più. Il bellissimo bar “Rebotica”, chupitos a 1,30 €. Serate passate a 5 chupitos alla volta. il Kiara… e poi tutta la storia che raccontava ogni pietra della cattedrale. Il demone che ti guarda, sotto forma di nuvola, dalla cima della Giralda che ti porta a vivere e a conoscere sempre gente migliore.

Ora anche Weber è qui e anche a lui manca Siviglia. Io credo che questa sia la punta più depressiva che ho toccato fino ad ora… E nonostante le mille cose che mi propongo di fare, progetti su progetti su progetti, non riesco a vedere altro che la voglia di essere indipendente, artefice del mio destino a tutti gli effetti, lavorando un po’, guadagnando un po’, studiando un po’, e godendomi la vita al 100% come so fare io.

Quindi, progetti per il futuro: chi mi vuol seguire mi segua, penso che la specialistica sarà a Pisa o a Torino. chissà. Qualcosa forse cambia… o forse non cambia nulla, ma provarci non costa nulla e se si fallisce anche così evidentemente ho cercato nella direzione sbagliata. Ma come al solito, voy de mi cabeza.

Non mi aspetto molti commenti sul blog, ma quei pochi che ci saranno posso intuirne il tipo: “mikè, rilassati, blabla bla, ci siamo noi, etc etc…” ma io ve lo giuro ragazzi, non è colpa degli amici se sto così, siete persone stupende, ma io per natura non riesco a stare “paralizzato” senza intravedere quel po’ di improbabilità che non guasta mai. Rimpiango siviglia perchè, ad esempio, non avevo la macchina e ogni volta che dovevo andare da qualche parte ci andavo a piedi, certe volte camminando anche per ore (colpa di Gema!), respirando l’aria delle strade, dei parchi, dei vicoli, guardando tutti i dettagli, i negozi, le persone che camminavano per strada, e io che tutte le volte dicevo “questi dietro so’ italiani” e poi puntualmente pronunciavano il cassico suono andalù (“no me guttha”, oppure “etthoy cansao”..) e io che ridendo pensavo: vedo italiani ovunque…

Ragazzi dell’erasmus, ditemi se anche voi vi sentite come me, oppure se siete riusciti a starci meglio… io, proprio come un quadro che aveva già deciso di cadere da chiodo a un dato istante, dopo anni, così sono esploso: ero lì, fermo, immobile, attaccato al muro, e a un certo punto -trac!-, non ce l’ho fatta.

Miki

scriviamo questo fatto così lo ricordiamo per sempre!

Il bello di avere un blog è che finalmente posso registare, in una maniera un po’ insolita, quello che sta succedendo questi giorni.
Con gli scout sono andato alla marcia della pace ad Assisi, nell’anno domini mmm… fammici pensare… credo che fosse il 2005, si. Insomma andammo a questa marcia della pace quando, in un delirio amichevole, vengo a contatto con un gruppo di ragazze sempre scout, del quale gruppo una di queste mi dice: “io faccio la collezione di foulard, che ne dici di scambiarcelo?”
..Ed io, con tanta tranquillità, non ci penso su due volte e inizio a fare tutte le pratiche per togliermi il foulard. Voi lo sapete che togliere un foulard a uno scout è difficilissimo? Non avete idea di tutti i fermafoular collezionati negli anni, per non parlare del valore simbolico-affettivo.
Fatto sta che per darle questo foular abbiamo bloccato mezza marcia della pace, e ci abbiamo messo anche un bel po’ di tempo. Una volta fatto lo scambio, il mio gruppo decide di fermarsi in un posto per poter mangiare un panino. E mentre mangiamo il panino mi guardo addosso e non vedo il MIO fazzolettone: preso dal senso di colpa, e con un panino sulla pancia, urlo ad Alfonso: fò, vieni con me, dobbiamo riprendere il mio fazzolettone! E lui mi ha corso dietro più che altro per potermi pariare addosso, non voleva perdersi la scena insomma.
Non avete idea di quanta strada avevano già fatto le ragazze. Quando finalmente riesco ad acchiapparle, attacco con un discorso del tipo: “ciao… mi dispiace, ma non ce la faccio proprio a separarmi dal mio foular… ci sono legato… è originale… è il primo del nuovo gruppo… bla bla bla bla…” e lei: “NO! ormai lo scambio è fatto! non si torna indietro!” e io: “dai ti prego… bla bla bla…” e alfonso: “dai… quello è scemo… non lo vedi..!” alla fine giungiamo ad un accordo: dopo un attento scambio di numeri e qualche altra cosa, restiamo che io mi tengo il mio foular PERO’ mi impegno nel prossimo futuro a farle avere un foular del mio gruppo, magari per posta o in qualche altro modo.
…..
nel frattempo c’è stato l’erasmus, e ci si è totalmente dimenticati di tanti fatti del passato, fino a quando un bel giorno apro msn e mi trovo un “ciao, indovina chi sono!” e io seriamente pensavo che fosse una qualche ragazzina del reparto!

…E INVECE… dopo un anno e forse di più, signore e signori, rullo di tamburi, squilli di trombe, schiocchi di mani…

Era proprio lei! facciamo le presentazioni: si chiama appunto Carolina, e ha tenuto la costanza di rintracciarmi per farmi mantenere fede alla parola data! Ovviamente io ho esordito cafonamente con un “OH MIO DIO, MI HAI TROVATO”… ma poi sono davvero rimasto contento di essere stato “trovato”. E così lei è di Cassino, io purtroppo andrò da quelle parti ma non potrò (per ora!) portarle foulard dato che non c’è il tempo di prepararli.

Ma proprio stasera ho chiamato la mia capa Annarita, la quale mi ha fatto sapere che quando ci saranno le promesse in reparto mi farà preparare 2 foulard in più – si parla di Gennaio, praticamente… 🙁 – così finalmente glielo potrò consegnare di persona!

Ho lasciato qui scritto tutta la cronistoria, così da permettere ai miei lettori la possibilità di commentare l’ennesimo caso di cazzimma che mi è capitato; ma si potrebbe anche dire che lo scrivo qui così un bel giorno, quando avrò dimenticato questo fatto, lo ritroverò e chiamerò Carolina per sapere che fa. Sperando che nel frattempo saremo diventati entrambi capi!

Un bacione a tutti gli scout, del mio gruppo e non, che hanno vissuto storie fantastiche o che hanno avuto il coraggio di farsi colpire da qualche fatto accaduto durante la loro vita. Sognare, ragazzi, sognare… !!

Weber è arrivato!

Carissimi!
Qualcuno dovrebbe già sapere che Weber è arrivato qui e non aspetta altro di fare vita e cultura italiana. Perciò vi invito ad invitarCi o invitarLo ovunque e per qualsiasi cosa. La verità è che la prima cosa che ha visto, arrivato in Italia, è la malattia: passa il suo tempo a dire “mi fa male la testa”.. che bella cos!
E io che volevo portarlo in giro per il mondo a vedere monumenti etc etc etc.
Vabbè. Non avete idea di che piacere ad avere questo gran cretino da queste parti! speriamo quanto prima di poter iniziare il nostro viaggio. Quanti posti da vedere: cassino, roma, napoli, pompei, calabria, venezia, caserta.. etc etc etc…
Qualcuno vorrebbe venire a scattare foto con noi?

Baci

Michele